NOTA: Tutto il materiale di questa sezione è tratto dal libro "IL PALAZZO DI GIUSTIZIA" di Giulia Bologna, Direttrice dell'Archivio Storico Civico e della Biblioteca Trivulziana, edito nel 1988 dal Comune di Milano, Biblioteca Trivulziana.
 
 
Una porta, un quartiere nella Milano antica
 
Le porte di Milano
Origine della denominazione
Il borgo di porta Tosa e il Verziere
La colonna del Verziere
La basilica di S. Stefano
La chiesetta di S. Bernardino alle Ossa
Il Pio Albergo Trivulzio e palazzo Sormani
La chiesa di S. Pietro in Gessate
Porta Tosa e le Cinque Giornate
Il monumento alle Cinque Giornate
La Rotonda di via Besana
 
 
Un convento, una caserma, un palazzo
 
Le vicende delle monache
La regola delle monache di S. Prassede
Le vicende della fabbrica
La manifattura di stoffe nel monastero
La proprietà Gianella, ex monastero di S. Prassede
Le ulteriori vicende della fabbrica
La caserma di S. Prassede, poi caserma principe Eugenio
Le vicende delle sedi della Giustizia milanese
Il palazzo di giustizia di piazza Beccaria
Progetti di trasferimento
Concorso pubblico per il nuovo Palazzo di Giustizia
Incarico al Piacentini per il nuovo palazzo
Le vicende della fabbrica
I particolari del progetto Piacentini
La forma del palazzo
Le sezioni del palazzo
La struttura interna del palazzo
La fronte del palazzo
Le sculture del palazzo
I bassorilievi della Corte d'Appello
La Giustizia romana
La Giustizia biblica
Il bassorilievo del Martini
Le opere pittoriche del palazzo
Gli affreschi di Carlo Carrà
Il Giudizio Universale di Carlo Carrà
Il mosaico di Mario Sironi
Il palazzo verso il compimento
Il giudizio critico sull'architettura del palazzo
 
Bibliografia essenziale
La basilica di S. Stefano
 
Ma il cuore del Verziere è ancor oggi rappresentato dalla basilica di S. Stefano Maggiore - detta anche in brolo dal circostante terreno di proprietà di un arcivescovo - intorno alla quale si era svolta, nei tempi, una parte importante della vita cittadina. Le sue origini risalgono al V secolo, fondatore nel 433 il vescovo Matroniano. Dapprima intitolata a S. Zaccaria, già nel secolo IX era dedeicata a S. Stefano, e ne fa fede la sua citazione nel testamento dell'arcivescovo Ariberto (1034).
 
L'edificio, che era considerato uno dei maggiori e dei più fastosi della città, fu distrutto da un incendio nel 1075 e venne ricostruito tra l'XI e il XII secolo sulle antiche fondamenta, ma privo dello splendore originario. Esso assunse, invece, forme spiccatamente romaniche, che tuttora conserva, sia pure dopo diversi rimaneggiamenti subiti nell'arco dei secoli.
 
Fu in S. Stefano, dove si era recato per assistere alle sacre funzioni della festa patronale, che il 26 dicembre 1476 trovò tragica fine il duca di Milano Galeazzo Maria Sforza, ucciso a pugnalate da nobili congiurati presso la pietra degli innocenti, sulla quale, secondo la tradizione, l'imperatore Valentiniano I avrebbe fatto torturare quattro martiri. Nella basilica furono sepolti personaggi eminenti, come il maresciallo di Francia Teodoro Trivulzio - morto nel 1531 - e membri di famiglie illustri milanesi, come i Bascapè, gli Scaccabarozzi, i Marliani, i Caccia-Castiglioni, ecc…
 
Misero mano ai vari rimaneggiamenti di S. Stefano, artisti di fama secenteschi, come il Richino, Giuseppe Meda, Carlo Buzzi, che l'hanno resa preziosa, con le sue navate aperte ad artistiche cappelle - tra le quali quella dei Trivulzio (1595) - con i suoi affreschi quattrocenteschi e con il suo campanile, attribuito al Richino.
>
<
PROCURA DELLA REPUBBLICA
presso il Tribunale di Milano
Home Page
Documenti
Il Palazzo di Giustizia
Siti interessanti
Certificati
Area riservata Magistrati
Scusi, come si arriva a...
Area riservata Avvocati
Organizzazione della Procura
Linea diretta con la Procura