Reati Informatici - Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano

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Reati Informatici

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POOL REATI INFORMATICI


Costituitosi nel 2004, il pool reati informatici è una unità di lavoro altamente specializzata originariamente nata all’interno del VII Dipartimento ed oggi funzionale al IV Dipartimento (pool antiterrorismo).

Coordinato da un Procuratore Aggiunto, il pool è composto da Pubblici Ministeri, Ufficiali e Agenti di Polizia Giudiziaria (Squadra reati informatici)  e personale ausiliario.  
Si avvale inoltre di consulenti esperti in aree tecnico-scientifiche e nelle discipline criminologiche.
Gli uffici sono al IV e V piano del Palazzo di Giustizia di Milano.


Quali reati persegue?


Con la definizione di “reati informatici” si intende fare riferimento a quelli introdotti nel Codice Penale dalla Legge 547/1993 e, limitatamente  ai soli casi di particolare complessità, a quelli commessi mediante l’impiego di tecnologie informatiche o telematiche.  La valutazione della complessità del procedimento, in questo secondo caso, è rimessa all’apprezzamento dell’Aggiunto Coordinatore.


In particolare, sono di competenza del pool i seguenti fenomeni illeciti:

  • DIALER (NUMERAZIONI A VALORE AGGIUNTO)

  • FURTO DI IDENTITÀ SEMPLICE

  • VIOLAZIONE ACCOUNT

  • ACCESSO EMAIL

  • ALTRO ACCESSO ABUSIVO A SISTEMI INFORMATICI

  • TRUFFA E-BAY O SU ALTRE PIATTAFORME DI E-COMMERCE                                                           

  • BONIFICO/RICARICA DISCONOSCIUTA (PHISHING)

  • RICICLAGGIO ELETTRONICO PROVENTI ILLECITI (CYBERLAUNDERING)

  • CARTE DI CREDITO


Per ulteriori informazioni selezioni qui.

Quale è la competenza territoriale del pool reati informatici?


Ai sensi della
Legge 48/2008, il pool reati informatici ha competenza territoriale su tutto il Distretto di Corte d'Appello del  Tribunale di Milano laddove si tratti di uno dei seguenti reati previsti del Codice penale: "615-ter, 615-quater, 615-quinquies, 617-bis, 617-ter, 617-quater, 617-quinquies, 617-sexies, 635-bis, 635-ter, 635-quater, 640-ter e 640-quinquies".

A seguito del notevole impatto di tale Legge sulla gestione delle indagini, recentemente il Procuratore ha formalizzato delle direttive per la Polizia Giudiziaria del Distretto di Milano "sui primi accertamenti investigativi in materia di reati informatici" (in vigore dal 1 luglio 2011).


Collaborazioni interistituzionali

Con una serie di attività ispirate anche alla Direttiva 2012/29/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio, dal 2010 il pool reati informatici - prima con l’Assessorato alle Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e Ricerca del Comune di Milano, poi con l’Ordine degli Avvocati di Milano - ha avviato una collaborazione interistituzionale per il contrasto al crimine informatico ed a maggior tutela delle vittime di tali reati.
In tale contesto, nel marzo 2014 è stato da ultimo attivato dal Comune di Milano il Fondo per le attività risarcitorie derivanti da crimini informatici.


La vittima, al centro

Organizzazioni criminali transnazionali e truffatori del commercio amatoriale online sono gli estremi della delinquenza informatica tradizionale. Per le vittime non cambia molto che l’aggressore sia l’uno o l’altro: sempre una violenza è stata subita, un patrimonio depredato, la disponibilità allo scambio minata. Alle persone lese in via diretta – siano esse donne, uomini o imprese - si sommano quelle in via indiretta: le comunità, i mercati e le Istituzioni locali, che di esse sono i primi interlocutori.
Complessivamente, danni per milioni di euro e migliaia di vittime. Al dettaglio, il patrimonio frodato alla persona non sempre è tale da convincere a costituirsi parte civile, cioè a sostenere le spese, il tempo e le possibili delusioni del processo contro autori di reato che normalmente hanno speso tutto e nessun bene hanno per risarcire.
Per chi è stato truffato, al trauma subito ed alla perdita economica sempre soggettivamente importanti, si somma il ruolo pubblico marginale o del tutto silente della parte lesa, specie se il tipo di processo non ne prevede la voce. La vittima che ha subito il danno materiale ed il trauma avverte nuova violenza: nessuno la ascolta. Di essa non si dice, resta vittima ineffabile.


Per ulteriori informazioni selezioni qui


Come chiedere aiuto?


Il pool reati informatici non riceve direttamente denunce da parte di cittadini, che vanno invece presentate presso le
competenti forze di Polizia Giudiziaria o presso l’ufficio ricezione atti della Procura.

Per ulteriori informazioni selezioni qui.


Segnaliamo l'attivazione di uno Sportello di Orientamento Legale Gratuito per le vittime dei reati informatici: i cittadini che vorranno avere maggiori informazioni e conoscere gli strumenti per tutelarsi da frodi e reati informatici potranno rivolgersi allo Sportello,  accedendo al servizio tramite l’apposito sito Internet dell’Ordine degli Avvocati di Milano.
Un team di Avvocati accuratamente selezionati si occuperanno dell'esame preliminare del caso e forniranno un orientamento al percorso legale da intraprendere, indicando ai cittadini se necessario gli adempimenti per avviare una azione legale.
E’ stato inoltre istituito, sempre presso l'Ordine degli Avvocati di Milano, un elenco di Avvocati specificamente competenti nella trattazione dei reati informatici a tutela della persona offesa da tali reati, che patrocineranno applicando tariffe più agevolate.


Ricerca e formazione permanente


Indagare le attività illecite, per le tipologie di reato di competenza del pool reati informatici, implica competenze giuridiche e tecnico forensi mantenute allo stato dell'arte. Serve inoltre una comprensione in senso ampio dei comportamenti, delle tendenze e delle forme di fenomeni criminali ad alto tasso di innovazione e creatività. Tutti lesivi di interessi materiali e, con crescente insistenza, di diritti costituzionalmente protetti.

Mantenere adeguata la propria competenza è essenziale. Notevole è il fabbisogno di formazione permanente, di tempo dedicato alla ricerca, alla sistematizzazione delle esperienze e di acquisizione di conoscenze non strettamente tecnico-giuridiche.

Per tali ragioni il pool reati informatici ha in essere soluzioni di contenuto, di cui questa pagina è un esempio; ipotesi organizzative interne per rendere meglio fruibili i dati qualitativi e quantitativi accumulati negli anni, vero giacimento culturale dell'esperienza cumulata; ipotesi di lavoro volte alla prevenzione, di cui l'accordo con il Comune di Milano è esempio, oltre ad una riflessione sulla questione della vittima in concreto e delle competenze disciplinari utili alla propria attività, di cui sono ulteriore esempio le occasioni di scambio in corso con alcune cattedre universitarie, gli incontri di livello con i principali operatori del web, gli ordinari rapporti istituzionali con  gli omologhi attori europei.

Si tratta di attività non necessariamente precluse ad aiuti esterni.

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Formazione per la Polizia Giudiziaria


Il pool reati informatici cura anche la formazione e l’aggiornamento professionale della Polizia Giudiziaria nelle materie attinenti gli accertamenti informatici nelle investigazioni penali.

L’ultimo incontro (per la Polizia Giudiziaria del Distretto di Corte d'Appello) si è tenuto presso l’Aula Magna del Palazzo di Giustizia nella giornata del 20 novembre 2013. I materiali degli incontri sono disponibili previa iscrizione ad una  piattaforma ad accesso riservato alla Polizia Giudiziaria del Distretto.


In collaborazione con il Comune di Milano - Assessorato alle Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e ricerca si è dato poi avvio ad un corso di formazione a distanza (FAD) aperto a tutti gli operatori di Polizia Giudiziaria del Distretto di Corte d’Appello, con una flessibilità modulare per la fruizione dei contenuti,  secondo la competenza acquisita.

Sempre in collaborazione con il Comune di Milano è giunto a conclusione un workshop sull'incontro con la vittima. Un percorso introduttivo per il personale di Polizia Giudiziaria, usualmente il primo interlocutore istituzionale che incontra la persona offesa dal reato dopo l'aggressione.

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